Perché un Papillon

Perché un Papillon

Perché un Papillon (2)

Le  vostre storie.

"Una sera stellata, un batter d'ali frenetico e leggero nella notte, piccole Falene svolazzanti intorno a me....mi volto e guardo con amore le mie dolci farfalline notturne dormienti nelle loro cucce sembrano sorridere nel sonno e pensare dove svolazzaranno, correndo felici, la mattina che giungerà...."

 

Frequento le esposizioni da anni con i miei Chihuahua, razza che posseggo da più di 20 anni, andando anche in giro per l'Europa....le esposizioni sono una droga, quando inizi è difficile poi ci si riesca a fermare......e a me piace lavorare giocando con i miei cani....e ancora riesco a commuovermi quando fanno "esclusivamente" per compiacermi, ciò che io chiedo loro.

 

Ad un'importante esposizione in Svizzera, speciale per il gruppo 9 (cani da compagnia), ho incontrato per la 1 volta dal vero i piccoli Spaniel Continentali Phalène. Conoscevo già i Papillons che spesso incontravo in esposizioni italiane, ma solo di nome e visti in foto i Phalène. A quell'esposizione i soggetti erano molti e giudicati nelle diverse taglie, così ho potuto riempirmi gli occhi di queste meravigliose farfalline svolazzanti sul ring, e quelle orecchie abbassate, con abbondante pelo (perdonatemi Papillonisti....) mi sembravano dessero loro un aspetto così dolce e tenero a cui difficilmente sarei riuscita a resistere.....quando il mio amico, con cui ero andata in expo venne a chiamarmi perchè dovevo presentare il mio Chihuahua, di cui mi ero momentaneamente dimenticata incantata da questi piccoli per me completamente sconosciuti,  mi resi conto che i Phalène sarebbero stati l'altra razza che mi avrebbe accompagnato nella vita.....e così fu.

 

Nell'inverno del 2010 acquistai Elenwe in Francia a Lione presso l'allevamento De La Foret D'Alandrah di Agnés Boulat una piccola bianca arancio con un carattere molto forte e determinato....

 

Elenwe De La Foret D'Alandrah

 

Fui poi rapita, sempre lo stesso anno, da una foto su internet rappresentante il mio attuale campione italiano Enzo Des Lutins Du Kemberg dell'allevamento sempre francese nella Loira di Catherine Daniel, un topolino tricolore, sveglio arguto e intelligente oltre che davvero grazioso.....

 

j it ch it ch Enzo Des lutins Du Kemberg

 

Infine consigliata dall'espertissima Dr. Marchese mi sono spinta sino in Svezia per accogliere nella nostra grande famiglia Johtinàs Highliht (Becka per noi) che sino ad ora ha concluso la giovane campionessa italiana, ma che anche se ora in pausa, spero possa continuare la sua carriera espositiva...purtroppo è un po' fifona, non ama le esposizioni ed io non voglio forzarla troppo.....è una bella nanetta bianco /nera, matterella a casa, ma timidina all'esterno.....avete presente le classiche acque chete??? Bene lei è così....

 

Che altro dire dei miei piccoli "Phalenotteri" io li chiamo così....sono adorabili, vivaci e pieni di vita, felici di essere al mondo e questa gioia la riescono a trasmettere tutta anche a noi umani....un po' timorosi a volte, ma questo penso sia dovuto alla poca selezione della razza caratterialmente, purtroppo sono rari e solo da pochi anni si è iniziata una vera e propria selezione in alcune nazioni straniere....

 

Spero quest'anno di avere la mia prima desiderata cucciolata, e di poter vedere qualche Phalène in più sui rings....che da troppo tempo mancano......chissà forse proprio qualche piccolino Dei Minicuori????

Eccomi lì, una bambina, timida, riservata e con la lacrima facile. A ogni Natale i miei mi facevano trovare sotto l'albero i piccoli regali chiesti nella letterina di Babbo Natale...ogni anno una bambola a cui fare da mamma e un peluche da accarezzare.

Amiche e amichetti tanti e pochi allo stesso tempo, mi piaceva giocare in camerina con i miei pupazzetti e il mio mondo incantato.

Molte volte speravo di riuscire a fare come la fatina con pinocchio...prendevo una sorta di bacchetta magica dorata con una stella in cima e dei "pennacchi" e esprimevo il desiderio che il "cagnetto" di pelo finto con quei grossi occhioni languidi e quelle "orecchiotte" morbide potesse prendere vita al mio risveglio l'indomani mattina.

Questa son stata io a sei anni, sette , otto , nove.

Poi un'estate mi comprarono un pulcino...certo non era un cane, ma a dire il vero divenne una bella gallinella la mia Cipi' ( si Cipì come il libro che tutti avranno letto alle scuole elementari ).

La trattavo come fosse un cane...carezze coccole e corse a inseguirsi...ma lei poi restava in campagna, in gabbia, e io la ritrovavo di estate in estate.

"Mamma prendiamo un cane?" chiedevo ogni volta... per poi sentirmi rispondere che il cane andava accudito, portato fuori, che il cane piccolo abbaia troppo e quello grande aveva bisogno di quel giardino che non avevamo.

"Quando sarai grande sceglierai il cane che più ti piace"....già ...quando sarai grande....

Poi 15 anni fa arrivò in eredità una gatta, la nostra Pina, amata e coccolata, viziata e strapazzata, e con lei condividemmo 14 anni di vita in famiglia. Una sorella un pò ruffiana, dolce ma riservata, non voleva stare incollo o farsi accarezzare più di quel tanto.

Nel 2006 ecco pronto il grande passo per il distacco da casa dei miei genitori, ecco che il mio bilocale prende forma e che mi vengono consegnate le chiavi dell'APPARTAMENTO PER UNA MIA INDIPENDENZA TOTALE...ERO PRONTA A FARE IL GRANDE PASSO ...ma nel giugno 2007 a casa ultimata sopraggiunge un brutto evento ... ho un ictus cerebrale. Avevo 28 anni! Grazie a Dio son stata portata tempestivamente in ospedale e tutto si è risolto clinicamente nel migliore dei modi...ma io ero tornata la bimba di 10 anni bisognosa della mamma e del papà, ero stata assalita da miliardi di paure che non mi rendevano più tanto indipendente.

Addio progetti di indipendenza, era difficile pure dormine una notte sola fuori dalla casa di mamma e papà.

La mia storia col ragazzo che stavo era finita, per le mie e le sue insicurezze, quel bilo tanto atteso a due passi da casa dei miei era diventato un luogo irraggiungibile e pieno di solitudine...ero sicura che non sarei più cresciuta.

Il tempo passava e io ero sempre ferma a guardarlo passare.

Così iniziai a far mente locale di ciò che a 30 anni io avrei voluto essere, cosa mi ero prefissata di realizzare e scavando tra i diari segreti trovai una pagina con scritto: vorrei avere un fidanzato, un lavoro, una famiglia, UN CANE .

Già... un cane...magari avessi potuto avere un cane con me in quei momenti...forse mi avrebbe dato lo stimolo di uscire fuori da casa anche quando nessuno poteva farlo con me.

Così iniziai a cercare su intenet una possibile razza canina che potesse fare al caso mio.

Dovevo cercare un cane piccolo, dato che avrebbe vissuto, un domani, con me in 32 mq. E certo non poteva essere un border collie! ; Che non abbaiasse molto, occhi dolci, pelo lungo, colori chiari, non troppo delicato...resistente alle intemperie, magari usato per le pet teraphy per la pazienza, intelligente e che potesse andare d'accordo con futuri possibili bambini.

Non ricordo bene con l'aiuto di quale sito, inserendo tali caratteristiche mi apparve la voce PAPILLON!

Dentro di me pensai: questo cos'è? Un Chihuahua? Un volpino?

Da persona che non ne sapeva nulla di razze, cani e quant'altro iniziai a cercare su internet possibili allevatori, italiani o esseri...ma trovare una cucciola femmina sembrava assurdo e impossibile, e poi sebbene fossi quasi una 30enne vivevo con i miei e non mi avrebbero mai permesso un cucciolo in casa oltre alla gatta Pina, vecchia che era ormai era parte integrante della famiglia.

Ricordo che quando azzardai a dire a mia madre: "se trovassi un cucciolo di cane lo posso prendere?" la risposta fu: "un cane in casa mia?"...."mi manca solo questa"!...."che tipo di cane vorresti ora?"

Provai a spiegare a mia mamma che cosa è un PAPILLON, che poteva andare d'accordo con la gatta, e che me ne sarei occupata in prima persona....ma la risposta fu...."per favore no, Laurina!"

Poi accadde che una delle tante persone che avevo contattato un po' a caso per conoscere le disponibilità delle cucciolate in giro per l'Italia in quel periodo mi rispose con una mail che aveva una cucciola a Treviso, di quasi 4 mesi tricolore con pedigree a 800 euro. Non poteva inviare foto, né della cucciola né della mamma, ma solo del papà. Li dubbi mi assalirono: perché niente foto?

Dentro di me però sentii che era lei la mia cucciola del destino....provai una sensazione strana.

Tramite l'allevatore Lanini A., che tratta barboncini neri, che conosco da anni, contattammo la venditrice. Era una privata, aveva avuto 3 cuccioli di cui due morti schiacciati dalla mamma per sua inesperienza.

Il signor Lanini la riempì di domande sull'Enci , vaccini, microchip e altre cose che tutt'ora io non saprei ripetervi, poi si voltò e mi disse....

"E' ok! La cucciola è apposto, non è importata dall'estero, questa signora lavora per l'ENCI di Milano, possiamo fidarci...per 800 euro parti subito..anche se non avesse la mascherina perfetta se la vuoi corri a Treviso!"

Così fu che la mia vita da "depressa cerebrolesa" ebbe una svolta. (Era il 5 giugno 2009)

Il compromesso con i miei genitori fu:

"Ti portiamo a TREVISO, prendi la cucciola e da stanotte inizi a vivere nel tuo "bilo" con lei! Te ne occuperai  da sola e forse per lei smetterai di startene chiusa in casa!"

Il giorno della consegna

Kikka, così si chiama da pedigree e così è rimasta anche x me, è stata la mia rinascita dal primo istante in cui me la consegnarono, uno scricciolino di 1.2kg, che non aveva mai visto un auto, una tv, una palla, un prato e che forse non aveva mai avuto una cuccia tutta sua. Salterellava x casa felice.. e credo di di non averla mai sentita piangere.

Ci vollero 2 mesi prima che mi adattassi alla mia nuova vita mentre lei si abituò subito a me e alla casa.

Un mese dopo Noi due insieme

Averla con me mi ha sempre impegnato testa e cuore al punto che io sono uscita dal mio tunnel buio e vivo appieno le mie giornate gioendo di lei e CON LEI.

l'11 Febbraio finirà 3 anni.

Ho scoperto l'intelligenza e l'amore che il Papillon dà a chi ha vicino, la sua dolcezza, tenerezza...

Tutti i miei attimi liberi dal lavoro sono condivisi con lei...perché a lei devo tutto questo...a lei devo i sorrisi e il non sentirmi sola, a lei devo il mio vivere serena perché è sempre lì accanto a me e che pianga, rida, che i veda bella o brutta la giornata, perchè a lei non importa come sono ed è sempre felice di starmi accanto.

Il papillon non è cane comune...lei non abbaia molto ma mi ascolta, mi parla, mi capisce ed è ormai parte integrante di me...è la mia stampella.

Chi non sa di cosa parlo, chi non conosce il legame che si crea, non può arrivare a capire che un essere così piccolo sia così forte carattere al punto di riuscire ad essere il mio stimolo quotidiano.

Insieme siamo una squadra! Ogni volta la guardo e capisco di esser stata fortunata a trovarla e che nonostante i sacrifici per averla e viverla....io non tornerei mai indietro...perchè lei è stata la migliore scelta fatta fino ad oggi nella mia vita.

Come può non riempire un cuore? Non lo so nemmeno io.

Lei è il mio cerotto guaritore per ogni malessere, una sorella ,una figlia, un'amica, una cura...

Non so se questa mia esperienza sarà degna di finire su un portale che riguarda il Papillon, ma credo che" la mia Kikka" sia più che meritevole di appartenere a questa splendida razza!
Laura

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